Raramente, nei miei 32 anni, mi sono trovata a fare certe riflessioni...eppure sono una persona che pensa parecchio! La mia mente, appena ne ha l'occasione, viaggia libera su binari a me talvolta sconosciuti!! Eppure, mai ho pensato cosi tanto come nell'ultima settimana. Probabilmente e' a causa del dolore, forse e' perche' non sono esattamente quella che si definisce una persona "di fede", pero', negli ultimi giorni non riesco a fare a meno di chiedermi: cosa c'e' dopo? Dopo aver detto addio a questa terra, dove andiamo? Cosa ci aspetta? Esiste una vita oltre la morte? Esiste la reincarnazione? Chi lascia questo mondo e' veramente in grado di vedere noi, quello che facciamo, cio' che diciamo e pensiamo? Oppure, si va nel nulla assoluto?
Sono giorni che mi arrovello con queste domande e, ovviamente, so che una risposta non esiste. Ogni religione da' una risposta differente, ogni persona ha un suo pensiero...ma la risposta?!
Vorrei sapere dov'e' mio padre adesso. Vorrei sapere se e' in grado di sentirmi quando gli parlo; se potra', anche da lontano, veder crescere suo nipote. Vorrei sapere se si e' reso conto di quanta falsita' lo abbia circondato quando era in vita, se puo' vedere e sentire quanto dolore provo in questo momento.
La cosa peggiore e' che vorrei riaverlo qui con me, che non c'e' giorno che passi senza che io senta la sua mancanza, senza che mi torni in mente un episodio con lui.
La cosa piu' triste e' sapere di non poter piu' rivedere quel suo sorriso luminoso.
Oggi siamo arrivati all'ultimo atto di queste orribili giornate. Oggi ti ho dato "l'ultimo" saluto. Anche se io e te, lo sappiamo, ci eravamo salutati, silenziosamente, già un pò di tempo fa.
Ho mantenuto la nostra promessa: sei stato male, tanto male e io non sono più venuta a trovarti; proprio come mi avevi sempre detto: "voglio che tu mi ricordi col sorriso".
Ed è così che ti ricordo, papà! Allegro, pieno di vita, con la battuta sempre pronta in ogni situazione.
Però tu la tua promessa non l'hai mantenuta. Mi hai lasciata qui, da sola, con quelle faine ipocrite, che ora, stanno lì a far finta di soffrire per la tua mancanza.
Avevi promesso, papà. Avevi promesso che saremmo rimasti io e te, tranquilli e felici. E, invece, tu hai smesso di lottare. Eri troppo stanco delle loro angherie e non ce l'hai più fatta.
Neanche Stefano è servito a farti cambiare idea: "che nonno sarei in queste condizioni" hai detto. Saresti stato un gran nonno! Lo avresti portato alla villa con la sua biciclettina rossa, proprio come facevi con me quando ero piccina. Ricordi? Io pedalavo e tu stavi tranquillo, sulla tua panchina, con i tuoi cruciverba e la tua matita!
E quante volte, aprendo gli occhi, il lunedì mattina, trovavo accanto a me il Corriere dello Sport e la ciambella fritta? Eri tu, che ti alzavi prima del solito, andavi in edicola e al panificio e poi tornavi a casa, me li posavi accanto, piano piano, per non svegliarmi e poi andavi al lavoro!
Quante mattine passate a fare colazione assieme: caffè e biscotti! E poi di corsa in macchina: tu al lavoro e io a scuola. E il mercoledì, al suono della campana dell'ultima ora, uscivo e trovavo te ad aspettarmi con in mano il "Cioè".
Ricordi il mio primo amore? Avevo 14 anni! E tu sei stato il primo a saperlo...e non dicevi niente a mamma, perchè altrimenti, in casa, sarebbe scoppiata la guerra!
Eravamo complici, io e te. Lo siamo stati sino alla fine, anche se nessuno lo ha mai capito e forse non lo capiranno mai.
Ma chi se ne importa?! Sono sicura che tu, adesso, sei felice! Ti sei liberato di tutto quel dolore e, soprattutto, di quella gente che ti urlava sempre addosso!
Ma io cosa faccio adesso? A chi telefonerò la mattina per fare 4 chiacchiere in fiorentino? A chi dirò: "sa dì d'andà?" per sentirmi rispondere: "tu m'ha dì 'ndo".
Mi manchi, babbo. Mi manchi tanto. E spero solo di essere capace, un giorno, di far capire a Stefano che nonno meraviglioso saresti stato per lui.
Gente a cui è permesso far parte della mia vita (in ordine assolutamente casuale):
Tatuccio
mio padre
Sandrina e Alberto
Stefano
Davide
Fabrizio
Katja e Alessandro
Gente che può "transitare" casualmente nella mia vita:
Marialaura
Michele
Rossella
Mimì
tutto l'ambiente scolastico di Stefano
Giulia e Simone
gli amici di Tatuccio
Gente che farebbe meglio a star fuori dalla mia vita:
Marilena e Gaia
mia madre
i miei suoceri
i miei zii
la gente che vive nel mio condominio
Paola
Non sono impazzita e il caldo non mi ha assolutamente dato alla testa, anche perchè, negli ultimi 2 giorni, la temperatura si è notevolmente abbassata! E' solo che la mia mente, se per troppo tempo non viene impegnata in una qualunque attività, tende a "viaggiare"! E la lista che vedete qui sopra è il risultato del mio ultimo viaggio !
Sono stufa di dover sorridere a gente che non merita il mio sorriso né, tantomeno, la mia attenzione. E sono stufa di dover essere diplomatica con gente che, con me, non lo è mai stata. Sono stufa, soprattutto, di portare avanti rapporti basati sulla finzione: finte parole, finti sorrisi, finte uscite. Basta!
Ma sono stufa, soprattutto, di sentirmi accusare di essere una pessima figlia, di fregarmene di mia madre, di essermene lavata le mani e di averla lasciata in balia di sé stessi. E' vero! Non ho mai negato questa cosa. Ma penso anche di averne tutti i diritti! Dov'erano lei quando avrebbero dovuto fare la madre? Quando io volevo studiare, quando stavo male, quando avevo bisogno di cure mediche, quando mi rinchiudevo nella mia stanza per mesi e non avevo neanche un amico...dov'era? Lei era in vacanza o a cena fuori con gli amici o da qualche altra parte, comunque sempre fuori casa, sempre lontana da me e dai miei problemi.
Perchè, adesso, io dovrei interpretare un ruolo, quello di figlia premurosa, che non mi appartiene, che non sento e che, soprattutto, non voglio? Perchè dovrei sentirmi in dovere di badare a lei? E' stata lei a scegliere per la sua vita, a mettersi nella situazione in cui è..."chi è causa del suo male, pianga sé stesso"...piangi per te.
Sembro egoista, sembro cattiva, ma sono stufa di dover fare da madre a colei che non è mia figlia. Mio figlio è uno, è Stefano, ha 3 anni e ha bisogno di me.
Alcuni studi, che trovo allucinante che qualcuno abbia deciso di finanziare, hann confermato cio' che qualsiasi donna poteva riferire gratis: gli uomini hanno un cervello predisposto al sesso e al parlare il meno possibile, le donne invece sono strutturate per le emozioni e il dialogo.
Loro appena tornano dall'ufficio hanno priorita' assolute: andare in bagno, controllare che il pc non si sia autodistrutto, mangiare avanzi anche risalenti all'ultima Pasquetta. Volendo allungare la lista, "discorrere con la partner sull'andamento del rapporto o anche dell giornata" non compare. Mai.
Quella che per noi e' la crisi del dialogo, per loro e' solo quiete casalinga, che puo' essere offuscata quando la donna dubitante domanda all'uomo silente: "A cosa pensi tesoro?". Lui rispondera' timoroso: "A niente". Risposta sbagliata, che portera' a gravi conseguenze.
Tra l'altro, per loro "niente" vuol dire proprio "niente" e non, come nel nostro caso, "ci mancherebbe che mi metta pure a spiegarti cosa c'e' che non va, dovresti saperlo bene, insensibile misogino che non sei altro!".
Certe sere spengo la luce e rimango per ore da sola con me. Resto lì con la radio accesa, a guardare nel buio, perchè faccio i conti con la mia vita e poi dico a me stessa "adesso o mai più".
Cerco le intenzioni migliori, piango tutti gli errori perchè ho bisogno d'amore e di aprire il mio cuore in un mondo che corre più veloce di me, di cercare un mio senso delle cose a cui penso... ho bisogno di te... dimmi dove sei!
Resto lì a guardarmi allo specchio e mi chiedo se un giorno io ti incontrerò. Forse questa notte anche te vuoi parlare con me perchè hai bisogno d'amore e di aprire il tuo cuore in un mondo che corre più veloce di te, di cercare un tuo senso, delle cose a cui pensi... hai bisogno di me... dimmi dove sei!
Hai bisogno d'amore... ho bisogno di te!
Ho bisogno d'amore e di aprire il mio cuore in un mondo che corre più veloce di me, di cercare un mio senso, piccolissimo e immenso, ho bisogno di te... dimmi dove sei!
Anche i cinque sensi attestano quanto uomini e donne siano stati progettati con diversi stili.
Col tatto i maschi se la cavano benino, alcuni con eccessi ai limiti della legalità (fenomeno noto come manomorta); e con la vista pure (sono in grado di individurare con la stessa velocità un fuorigioco della squadra avversaria o una donna in minigonna che entri nel loro ufficio).
Le donne, invece, sono regine dell'olfatto. Ci innamoriamo di un uomo anche per l'odore della sua pelle e se il suo consueto dopobarba risulta, un giorno, mixato con un profumo femminile che noi non abbiamo mai usato, lo inchiodiamo con precisione da Ris.
Gli uomini, in tal senso, sono meno sensibili: non sentono mai fastidiosi aromi domestici, neppure quelli della loro borsa della palestra che ormai ha una sua identità ed inizia anche a pretendere la paghetta.
L'udito è, in entrambi, selettivo, ma in modi difformi. Mia madre, grande donna con udito meno all'altezza della sua grandezza, non sente il telefono che suona fino all'ttavo squillo, ma riesce a sentire le mie conversazioni telefoniche anche da stanza a stanza, sfoderando un udito alla Jamie Sommers, la donna bionica.
La selettività maschile è un pò più crudele: appena ti sentono iniziare una frase con "ricordati che devi...", loro smettono di ascoltare!
nON VOGLIO CHAT NEL GUESTBOOK. nON VOGLIO CHAT DA NESSUNA PARTE NEL MIO BLOG.
sE NE AVESSI VOLUTA UNA, L'AVREI MESSA IO DA QUALCHE PARTE.
ePPURE, TUTTI SI OSTINANO A LASCIARE QUELL'ORRENDO BOX NEL MIO GUESTBOOK E IO TRASCORRO METà DEL MIO TEMPO A CANCELLARE!
iNSOMMA, SE UNO METTE DELLE REGOLE CI SARà UN MOTIVO, NO?! sE SCRIVO
NON LASCIATE CHAT NEL GUESTBOOK
PERCHè VI OSTINATE? COSA VI HO FATTO? VI STO SULLE BALLE E, QUINDI, AVETE DECISO DI PUNIRMI IN QUESTO MODO? VI PAGANO? VI DANNO DEI SOLDI PER OGNI CHAT CHE LASCIATE NEI BLOG ALTRUI?
PERCHè SE è COSI, DITEMELO: COMINCIO A FARLO ANCH'IO! AL MASSIMO, MI BECCHERò QUALCHE "VAFFA..." DA CHI, COME ME, ODIA QUESTE COSE!
oK, MI RASSEGNO! hO CAPITO IL MECCANISMO! iO METTO DELLE REGOLE NEL MIO SPACE E VOI VE NE FREGATE!
e LA PROVA STA NEL FATTO CHE TUTTE SI OSTINANO A LASCIARE RICHIESTE DI VOTO...GIUSTO PER FARVELO SAPERE: IO NON VOTO NESSUNO! TANTO CHE COSA CAMBIA NELLA VOSTRA VITA? nON SIETE MICA bERLUSCONI!!!
e ORA, FINITO QUESTO SFOGO, VADO A CONTROLLARE NUOVAMENTE IL MIO GUESTBOOK...CHISSà PERCHè, SENTO ODORE DI CHAT!!!!!!!!!
Allora, volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno inondata di catene email, perchè grazie alla vostra generosità:
1. non vado più al cinema, talmente tanta è la paura che ho di sedermi su una siringa infettata dal virus dell'HIV
2. ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata almeno 7000 volte (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995!)
3. il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato e nemmeno i biglietti per un viaggio gratis per Disneyland
4. ho scritto il mio nome su una petizione con altre 7000 persone e così ho salvato una specie animale già estinta
5. ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia)
6. ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casinò on-line (ladri!)
7. ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retrivier che altrimenti sarebbero stati soppressi, ma che, in realtà, non lo sarebbero mai stati (e, adesso, probabilmente, sono morti di vecchiaia)
8. mi sono mobilitata per il famoso sito bonsaikitten.com che, mortacci vostra, se leggete bene è tutta una bufala
9. conosco il modo per essere felice e non più single per tutta la mia vita: basta scrivere il nome di una persona su un foglio, pensando forte a lei e poi grattarsi il culo 3 volte davanti allo specchio!
10. ho accumulato almeno 80 mila anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato!
Il dialetto Toscano l'è 'na lingua artificiale crea'a dalo scritore Fiorentino John Ronald Reuel Tolkien, ispira'a in parte al finlandese e 'n parte a' mugugnii del cugino dello stesso Tolkien, John Dantis Tolkien.
Primissima cosa da sapere: ai Fiorentini (quelli veri) insulta pure chi vuoi: se intesa come beffa ciò verrà presa in ischerzo e, ad esempio alla frase "la tu mamma fa le pompe ai cavalli" il vero Fiorentino risponderà "la tua!" (ad intendere che le mamme di entrambi fanno le pompe ai cavalli, in ispecial modo quella che ha pronunciato pre primo la frase offensiva ,per la quale in Terronia ti ucciderebbero).
Mi'a tutti sanno parlà i' dialetto fiorentino perbene. Figurassi a scri'ilo! Parecchi bischeri pensano che ci si mangia sempre la ci, e 'nvece un'è mi'a vero sempre. E si mangia solo quando è una cci sola e solo se didre'ho a davanti ci'ha du' vo'ali (ecco, per esempio: vo'ali). Eppoi nessuno s'è mai accorto che a vorte e ci si mangia anche la ttie che gl'è anche dimorto ma dimorto più sapori'a ((ecco pe'llappunto: sapori'a).
Inorte bisogna badare al fatto che nei dialetto fiorentino spesso si pronuncia un suono simile al 'th inglese (lingua fra i denti) nelle t e nei mezzo alle parole, per esempio: gelatho, pathethio, ecc.
Un'arta regola che gl'è fondamentale gl'è i' verbo che gl'è sempre precedu'o da un'artro soggettino, messo lì pe' rafforzà un po'inino la 'osa. presempio:
Io sono (vabbè questa lla resta uguale, bischeraccio)
Te ttu sei
E' gl'è * La gl'è
Noi s'è (i "siamo" l'è bandiho ni' toscano DOC, dio bono)
Voi vvù s'ete (bello! Senti 'ome sona bene!)
E' sono. O glienno...raffinatezza usaha nei quartieri dove e si parla la lingua perfetta!
Prima di' verbo "avere" ci va sempre la parolina "ci". un si sa bene perchè ma lla ci sta parecchio bene, come disse i' Bondi.
Io c'ho
Te tu c'hai
Lui c'ha * Lei la c'ha
Noi ci s'ha
Voi vu c'ave'e
E' c'hanno
In terza persona singolare co' i' passato prossimo si usa anche parecchio i' "l'è", tipo:
L'è anda'o (=egli è andato)
l'è torna'o (=egli è tornato)
Siccome noi toscani siamo perzoncine 'orte e dabbene, alla terza persona singolare dell'indicatio noi e si preferisce sostituigni i' ccongiuntivo:
loro prendano da bere (=loro prendono da bere)
Ma i fiorentini non usano il verbo "prendere" bensì "pigliare", come disse Beppe di' Bardiccio: "ti pigliasse un corpo".
Frasette utili da segnavvele subito:
Bellino i' canino (=che bel cane);
La 'o'a'ola 'on la 'anuccia 'orta 'orta e colora'a (=la coca cola con la cannuccia corta corta e colorata);
Codesto ragazzo 'ostì (=quel ragazzo lì (ma solo all'incirca, infatti "codesto" indica cosa o persona lontana da chi parla ma vicina alla persona a cui ci si rivolge);
Gni stiantasse i' core! (=ma è davvero simpatico)
Tu m'a bell'e rotto la contraccassa de' coglioni (=mi stai annoiando)
Manca pòo bocco (=manca poco che casco)
I tu' babbo buhaiolo (=tuo padre è gaio)
I' passa'o remo'o d'i verbo andare (del quale solo quell'80 e rotti per cento di vecchi rincoglioni'i fiorentini si ri'orda)
Io andiedi
Tu andesti
'gl'andette
s'andiede (o andette)
v'andaste
gl'andettero, gl'andonno (o andiedero)
Il suono "schi" è spesso contratto a "sti", ne derivano maSTIo, STIanta'o, STIoccare, muSTIo, STIaccia'a.
Molte parole vengono continuamente tronca'e: "del" diventa "di'" (gli era di' Madiai, grullo!); "non" diventa "'un" ('un se ne pote'a più di codesto rintronaho); "al" diventa "ai'" (torno ai' tocco= sono di ritorno alle 13).
Dal fiorentino sono bandite parole come "padre" (pure "papà" 'un s'usa miha, e ci fa un pò schifo) e "madre: s'usa "i' mi babbo" e "la mi' mamma".
E molto comune poi usare ilcomplemento di vocazione: o' bischero...o' Beppe...o'...
Inortre esistono de' vo'aboli presenti solo ni' dialetto fiorentino:
(il verbo) "ire" che sta per andare e per stiantare, al participio passato fa ito (viene dal latino, eh!);
"pole", il verbo potere, soprattutto indefini'o: 'un se ne pole più;
"garbare" sostituisce correntemente "piacere": a me mi garba;
"desinare" è sinonimo di mangiare, in ispecial modo per pranzare: "ai' tocco si desina";
"Rammentare" (ricordare): "ti rammenti di quella testa a pera di' Ramalli?";
"badare" (tenere d'occhio, osservare): "Bada bene te che se ti sputo t'affoghi!"
"pigliare" (prendere): "piglialo nel bahogigi", etc. etc.
Al lettore interessato, che volesse apprendere a fondo la lingua toscana, è consigliabile la lettur